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Tre anni da scrittore indipendente

Il 6 gennaio 2017, esattamente tre anni fa, pubblicai online il mio primo libro. Decisi di farlo per gioco, per la soddisfazione di poterlo vendere più che per venderlo davvero. 

I primi libri sono andati via tra amici e parenti. Tra questi un caro amico, insegnate di scuola elementare, che ne rimase colpito e decise di proporlo alla sua scuola come testo di lettura. Gli altri insegnanti lo lessero e accettarono. Fu quella la mia prima conquista: il libro era stato apprezzato da persone che non conoscevo e non mi conoscevano. Il progetto di lettura fu un successo, tanto che l’anno dopo altre scuole mi contattarono attraverso il solo passaparola.

Da quel momento ho cominciato a ragionare in modo diverso, valorizzando la mia produzione artistica: non avevo scritto per gioco infatti, ma molto sul serio, con l’intento di sviluppare concetti profondi con un linguaggio semplice. Era giusto quindi trattare con rispetto i miei sforzi, riconoscendo loro anche un ritorno economico.

Prima di tutto ho trovato il modo per disintermediare le commissioni di Amazon (il 40% delle royalty, mica poco!) iniziando a proporre progetto e libro attraverso un sito internet che ho creato completamente da solo. Poi ho innovato il progetto stesso di lettura inserendovi tematiche educative e strumenti tecnologici, puntando sulla valorizzazione dell’empatia, argomento per me molto importante e allo stesso tempo poco presente nelle scuole.

Così mi ritrovo oggi al terzo anno di vita del progetto di lettura (che ora si chiama “Progetto di Lettura Interattivo”). Sono presente come autore in sette biblioteche comunali, ho venduto più di mille libri con un ricavo netto medio del 45% sul prezzo unitario, quasi la metà. Cifre di dimensioni minuscole lo riconosco, ma anche basi solide per crescere.

L’investimento complessivo in comunicazione si aggira sui 10 euro annui di dominio dei sito e tanto tempo dedicato, tempo che per me è sinonimo crescita personale e professionale.

Senza questa esperienza infatti non avrei mai potuto ideare il mio nuovo progetto, che partirà quest’anno e per il quale ho anche sospeso il percorso di pubblicazione del mio secondo libro (il seguito del primo) che si trova in fase di rilettura.

<<Sarebbe il caso di finire prima l’uno e poi iniziare l’altro?>> dovrei chiedermi, ma invece ripenso alle volte in cui, parlando ai ragazzi delle scuole, dicevo che dovevano inseguire le proprie emozioni, convertirle in vibrazioni e trasformarle in progetti, dando razionalità più al come che al perché. Bene, non mi sento immune dai miei stessi ragionamenti, anche perché se lo fossi sarei destinato a non farne di migliori. Per questo motivo ho scelto che porterò avanti entrambi i progetti, ma prima quello che sento più urgente, indipendentemente dal loro stato di avanzamento.

Vuoi sapere di cosa si tratta? Tieni un po’ di pazienza e intanto inizia a seguire la pagina Instagram “nuovaculturapopolare”, sarà quello il canale social in cui presenterò la mia idea, perché, ok spoilerizzo, si tratta di un nuovo modo di pensare la lett(erat)ura.