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Ci può essere inclusione con la didattica a distanza?

Io dico di si, a patto però che cambino alcune priorità. L'inclusione infatti deve divenire il principale obiettivo didattico!

Un classe è inclusiva a distanza se ogni alunno si prende il tempo di fare esperienza dei Bisogni Educativi Speciali dei loro compagni, svolgendo anche loro i compiti dedicati ad esso e condividendoli con la classe. In questo modo l'alunno "certificato" non solo si sentirebbe coinvolto, ma avrebbe anche dei maggiori spunti e modelli.

Ma anche il resto della classe avrebbe molto da imparare, a partire dal saper accogliere la diversità come ricchezza, quale realmente è soprattutto sul piano emotivo.

Sono anni ormai che imprenditori e specialisti del web hanno capito che bisogna puntare sulle persone, prima ancora che sugli obiettivi e i risultati! Se lo dicono loro figuriamoci cosa dovrebbe dire la scuola, il cui fine di certo non è il profitto, ma quello di costrire una società fondata su valori etici che favoriscono innanzitutto le relazioni umane.

Di sotto lascio un contributo video che esprime meglio il mio punto di vista. Nel video mi rivolgo a Davide, un ragazzo autistico che adora i supereroi. Secondo il mio ragionamento l'attività che propongo a Davide dovrebbe essere rivolta a tutta la classe.