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Questo video sintetizza il progetto di comunicazione che ho presentato al Comune di Rimini, a Laboratori Aperti. Un'idea che integra turismo e innovazione, e che valorizza il territorio e le persone che ci abitano. Rimini può candidarsi a pieno titolo come città-simbolo, in cui innovazione tecnologica e turismo sostenibile si fondono insieme con un obiettivo preciso: differenziarsi come destinazione turistica e far sviluppare le nuove aziende locali, con soluzioni che guardano al futuro, senza dimenticarsi delle tradizioni.

Lo slogan che propongo è: "Future is slow. Keep slow, stay rimining". nel video trovi la spiegazione di come tale slogan sia efficace sia per possibili turisti interessati all'innovazione che per incentivare le aziende locali verso un'idea di innovazione che rispetti gli elementi tradizionale e naturali del territorio. In altre parole si stimola contemporaneamente sia il turismo di qualità che uno stile di vita sostenibile. Non ci credi? guarda il video!

Ulteriori spunti si trovano su lorenzotoppi.it

Oggi il problema della plastica, che invade l'ecosistema marino e i suoi abitanti è diventato colossale! Bisogna iniziare subito a fare qualcosa, invertire la tendenza. Io ne parlo in questo video con una canzone :

Come ho spiegato sul sito lorenzotoppi.it la sostenibilità è uno dei miei obiettivi di vita e di professione. Ecco cosa scrivo a proposito:

Il futuro va verso la sostenibilità.

Frase nuova vero? Non direi. Eppure siamo ancora lì a dircela, è diventata quasi un luogo comune! E Allora? Io che mi reputo un comunicatore, con quali parole te lo dico?

La risposta è che non bastano le parole. Bisogna fare!

Ho semplicemente iniziato a prendermi cura del posto in cui vivo, delle cose che mangio, della vita e della materia che mi circonda. 

L’impatto del genere umano sul mondo è di tipo parassitario, io mi adopero per invertire la tendenza. Con le mie contraddizioni che non nego, ma quanto meno riconosco.

Ebbene, facendo questo lavoro su di me mi sono accorto che porsi degli obiettivi a medio-lungo termine, senza considerare l’esigenza di rispettare la natura, è semplicemente una stupidaggine.

Prima o poi gli eventi, il buon senso, o la stessa legislazione ti condurranno a confrontarti su questo aspetto.

visita il sito lorenzotoppi.it

In questo video presento una strategia nuova ed efficace per posizionare dei messaggi sui motori di ricerca.

Fino ad oggi infatti la prassi più comune è quella di analizzare i dati prodotti dagli algoritmi. Questo metodo ha due grandi difetti: il primo è che resta soggetto all'andamento degli algoritmi, che se cambiano possono rendere inutili anche mesi di lavoro, il secondo è che non ti arricchisce da un punto di vista emotivo.

Si, hai capito bene, le emozioni sono importanti, anche sul posto di lavoro. Questo è uno dei capisaldi del concetto di Frequenza.

Sto parlando di un nuovo metodo comunicativo che ci induce a ragionare sulla fonte del messaggio prima dei sui suoi effetti. Una strategia che a medio-lungo termine si rivela sicuramente efficace, più economica e più sicura, in quanto non è soggetta alle repentine variazioni degli algoritmi.

Ragionare in termini di Frequenza ci porta a modificare i nostri atteggiamenti, al fine rendere credibile ciò che volgiamo comunicare. Una soluzione che solo apparentemente può sembrare scomoda, poiché in fondo chiunque vorrebbe "parlare in maniera coerente con ciò che pensa". A volte questa frase può sembrare una banalità , altre volte semplicemente un sogno irrealizzabile, mentre invece non è altro che la strategia migliore per risultare vincenti sul mercato.

Scopri di più sulla Frequenza visitando il mio sito lorenzotoppi.it

Come anche l'anno scorso, prima di Natale sono arrivati gli ordini dei libri, dalle scuole che hanno aderito al progetto di lettura. Il regalo più bello! Non solo perché so che ognuno di questi libri sarà letto da bambini, ma anche per il fatto che degli insegnanti lo ritengano appropriato alla didattica, considerato che nel racconto de "Il Viaggio di una Nuvola" si parla molto di emozioni.

Questo mi gratifica tantissimo! E intanto io e Luna, l'illustratrice della storia, firmiamo le copie, un po' alla volta, divertendoci, come un gioco tra padre e figlia. E allora ben vengano i libri a Natale, un ottimo regalo sempre, ma da un paio d'anni, ancora di più!

Libri e Natale dicevo, un connubio perfetto: nel calore intimo domestico, che contrasta con il freddo caotico delle città durante questo periodo, c'è bisogno di un motivo per non prendere in mano il telefono e "vedere cosa succede" nel resto del mondo o tra i nostri amici.

Abbiamo bisogno di prenderci cura noi stessi, coccolarci, pensare e ragionare senza obiettivi. Ci ritroviamo alla fine di un anno che è stato lungo, e stiamo per iniziarne un'altro altrettanto lungo.

Un libro che ci lasci un po' da soli con noi stessi è sicuramente il consiglio che do a chiunque!

Buon Natale!

lorenzotoppi.it

"... e viaggiando ho capito

che per scoprire nuovi paesaggi

è sufficiente guardare le stesse cose 

ma con occhi un po' più saggi,

e che l'avventura

più difficile da realizzare

è accettare i compromessi

senza smettere di sognare,

e ho visto che la gente povera

è quasi sempre anche la più ospitale

e che solo uno stupido

può definirsi una persona normale

perché ognuno sa sbagliare

col suo stile di vita..."

[cit. da "Un Viaggiatore", canzone di Lorenzo Toppi]

 

L’ultima notte di campeggio io e Andrea abbiamo fatto un rito purificatore e di buon auspicio con il fuoco. È stato intenso, intimo, coinvolgente. Poi abbiamo cantato insieme. Era bello ascoltarla, con la sua voce bassa, sensuale, genuina. Quasi sussurrava le parole. Gli occhi erano luminosi e le mani esprimevano al contempo timidezza ed energia. Aveva uno stile piacevole, semplicemente liberava le sue emozioni, ed io la ascoltavo incantato.
Durante il rito ad un certo punto dovevamo visualizzare quello che volevamo essere da lì a un anno. Non è cosa facile, soprattutto all’inizio, visualizzarsi nel futuro. Come tutti gli esercizi si migliora con la pratica. Io praticavo questo esercizio già da un paio anni, quindi un po’ di allenamento ce l’avevo. Fatto sta che avevo scelto di visualizzarmi mentre cantavo. Prima di chiuderli, gli occhi erano poggiati sul fuoco rosso di tizzoni ardenti. Ero molto preso dal rituale, ispirato.

Ho subito visualizzato la mia faccia barbuta, un gioco da ragazzi ho pensato, basta solo allargare l’inquadratura ed è fatta, ma di colpo l’obbiettivo si è oscurato, come se qualcuno gli avesse messo il tappo. Tutto è diventato buio, ma di un buio dinamico simile ad un tunnel, nel quale ho iniziato ad addentrarmi sempre più freneticamente. Sembrava un’enorme montagna russa con scivoli, deviazioni improvvise, salti nel vuoto che subito riprendono contatto, una lunghissima discesa vertiginosa e adrenalinica su una rotaia di sinapsi senza immagini. Arrivato al culmine delle emozioni, contro la mia volontà non sono riuscito a tenere ancora gli occhi chiusi e ho ritrovato alla vista lo stesso fuoco di tizzoni che avevo lasciato, il cerchio di pietre, i resti anneriti di piccoli rami, il mucchio purpureo di cenere. Mi è apparso come uno spettacolo incredibile, inatteso, anche se era la cosa più ovvia che avrei dovuto aspettarmi di vedere. Morale della favola: niente immagine di me che cantavo.

Quella notte dormivo insieme a Luna nella tenda, ma non avevo sonno. Ho acceso la lampada a batterie e mi sono messo ad osservare un grillo che era con noi. Sono rimasto affascinato dalla perfezione dei muscoli delle sue gambe posteriori. Per evitare di svegliare Luna sono uscito dalla tenda e mi sono buttato sull’amaca. Chiazze di cielo stellato tra le foglie di grandi faggi, silenzio, fresco, immobilità, respiro. E in quel momento, da sola, mi è venuta un’immagine. C’era un grifone gigante, bello, potente. Era legato da robuste funi sulla cima di una montagna, che cadeva a picco per centinaia di metri. Si vedeva il mondo intero da lassù. Il vento era forte e gelido. Libertà e grandezza si mescolavano a solitudine e paura. L’uccello si staccava in volo, ma poteva allontanarsi non più di un paio di metri dalla montagna, poi le corde in tensione lo trattenevano. Non erano tutte solide quelle funi, alcune erano già spezzate e si attorcigliavano al vento come serpenti impazziti, altre erano sfilacciate, altre ancora perfettamente robuste. Era uno strazio vedere l’uccello legato a quella montagna, senza la possibilità di volare come avrebbe voluto. Ma non c’era nessuno che potesse aiutarlo, doveva fare tutto da solo. E lo faceva, con entusiasmo e pazienza. Muoveva le ali, il corpo, le zampe, il becco, per spezzare tutte le corde. Non era disperato, continuava a lavorare con una perseveranza serena. A vederlo come si muoveva c’era da scommettere che ce l’avrebbe fatta.

Quando mi sono svegliato, tra le foglie di faggio il sole si presentava alto e caldo. Il resto della famiglia era riunita a colazione. Mi hanno salutato ed invitato ad unirmi a loro. Ero affamato e felice. Di lì a poco avremmo iniziato a smontare le tende.

Suono canzoni mie a ragazzi delle elementari, che le ascoltano per la prima volta. I testi richiedono attenzione per essere compresi. Mi dico, se non si distraggono é già un successo, e invece loro sono tutti concentrati e applaudono quando ancora non finisco l'ultima nota. Canzone bella? Credo di si, ma non sottovaluto la capacità di ascoltare dei ragazzi di oggi, molto più profonda di quanto si sia portati a pensare.

Grazie per la bella esperienza alle scuole di Montefalco, Giano dell'Umbria e Bastardo. Le emozioni e gli spunti che mi avete regalato le troverete dentro i miei prossimi lavori!

Siete stati fantastici tutti, alunni e insegnanti! Una scuola attiva, dinamica, vissuta, bella da respirare!

I miei più vivi complimenti!